Il mio dolce gemello

Oggi voglio parlarvi di un’autrice che ho scoperto da poco con questo dolce e intenso capolavoro, intitolato “Il mio dolce gemello”.

Il mio dolce gemello

Bello 4

Nino Haratischwili è una scrittrice georgiana, nata nel 1983, che vive ad Amburgo.
A quanto apprendo dal web è una brava regista e autrice teatrale, che ha ottenuto discreto successo per le sue produzioni, e che ora si è dedicata al mondo della narrativa – con mia grande gioia.
Il suo libro mi ha chiamato a sè con determinazione…e non ho potuto fare altro che immergermi tra le pagine con il dovuto trasporto.
In un primo momento è stato il titolo a rapire la mia curiosità e il mio interesse, smuovendo qualcosa di inspiegabile razionalmente…l’ho lasciato nella mia libreria per qualche tempo, come se non volessi leggerlo per paura di rimanere troppo delusa o forse troppo esaltata.
Ho provato ugualmente paura e reverenza leggendo le prime pagine. L’ho chiuso come se avessi visto un fantasma tra le righe e ho sperato di dimenticarmene, ma niente.
Passato qualche giorno l’ho riaperto e da quel momento non ho potuto farne a meno.
La scrittura mi ha colpita in modo particolare per il suo essere, ad una prima impressione, asciutta, anche emotivamente parlando, una sensazione che dà quasi fastidio a pelle, ma che ha un senso ben preciso ai fini del romanzo, che però solo alla fine ho potuto comprendere.
Questo modo di scrivere mi ha colpito per la sua puntualità, quasi sadica, di saper descrivere le emozioni in un modo tanto travolgente quanto distante, come potesse inciderle sulla pelle del lettore. Una sensazione che molto raramente ho provato e che ho apprezzato moltissimo.
La trama si sussegue così come le emozioni, che, prima celate, vengono a galla come rigurgiti di sè, facendo affiorare gli eventi a poco a poco, con un procedimento quasi doloroso ma allo stesso tempo liberatorio, di pari passo con il vissuto della protagonista.
E forse proprio questo percorso di elaborazione psicologica della voce narrante è il protagonista vero della storia. Una storia interessante sia dal punto di vista oggettivo che dal punto di vista emotivo, che fa emergere i vissuti con una forza incredibile e meravigliosamente reale, quasi viva.
“Il mio dolce gemello” è un libro che a suo modo traumatizza e libera, che insegna qualcosa di importante sulla vita senza la pretesa di volerlo fare. E’ un grido di speranza, di rinascita, di amore in senso assoluto per l’altro, ma soprattutto per sè.
Tutto questo, unitamente ai piccoli dettagli, rende l’esistenza così degna di essere esplorata e indagata a piene mani, senza la paura di sporcarsi nel fango del dolore, della perdita, della colpa, del non detto, del non vissuto. Un fango che si scopre essere la vita stessa, con cui si scende a compromessi e con cui si può persino fare pace.

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