Momenti di trascurabile felicità

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Passabile 2

Spinta da una simpaticissima follower sognatrice e divoratrice di libri come me, mi sono apprestata, per aprire il weekend, alla lettura di “Momenti di trascurabile felicità”, di Francesco Piccolo, edito da Einaudi nel 2010.
Parto constatando che se troverò un altro libro intitolato “Momenti di x-y-z” gli starò dovutamente alla larga, ma come sempre, procediamo con ordine!
Fortunatamente per l’autore, non è possibile fare un paragone con l’altro titolo “Momenti di insopprimibile fastidio”, se non per i “momenti”. A livello stilistico, di pensiero e di significato il libro che ho appena finito di leggere è di gran lunga migliore, più strutturato, probabilmente perché l’autore voleva davvero dire qualcosa al lettore, oltre ad avere diversi titoli all’attivo e un’esperienza di lunga data come sceneggiatore.
Appurato questo, devo comunque dire: che noia! Che grande, grandissima, enorme noia!
La prima metà dei vari “momenti” di felicità infelice e imperfetta è di una lentezza e noiosità esasperante…purtroppo non migliora, benché migliori l’umore del lettore vedendo che il libro sta per finire! Almeno questo è ciò che è successo a me: leggevo sul Kindle e appena ho visto la dicitura 80% di avanzamento ho pensato “Ommioddio sì. Sta per finire!”.
La banalità emerge qui e lì, come il prezzemolo, di divertimento non stiamo nemmeno a parlarne, giusto? L’unico aneddoto divertente (ok, non volevo esagerare…diciamo che fa sorridere un pochino) è quello della bottiglia di vino. Non vi faccio spoiler, promesso, non posso del resto rovinare uno dei pochi momenti più salienti.
Ho apprezzato – davvero – le parole. Singolarmente. I vocaboli erano ben scelti, del resto è più che legittimo che uno scrittore sappia usare determinate parole.
Ma che accozzaglia di momenti anche inutili per il lettore…sinceramente non so nemmeno se con altra forma sarebbe risultato più interessante, rimango comunque perplessa.
Nel complesso c’è dell’autoironia, più che ironia, ma vi sono anche disincanto, accettazione delle parti di sé non per forza “buone”, una volontà di far cadere la facciata di circostanza che spesso governa le azioni umane, cercando così di sfatare miti, di sdrammatizzare e di raccontarsi, in qualche modo.
Quella che forse vuole essere introspezione rimane autoriflessione, limitando la capacità osservativa ai meri comportamenti di superficie, anche se incoerenti, buffi, subdoli.
In ogni caso si vede uno sforzo di trasmettere qualcosa, del tutto assente nel testo recensito precedentemente della Bernardo. Uno sforzo che però, con tutta onestà, non riesce ad avere una grande efficacia, probabilmente anche a causa della confusione generata dall’accumularsi di questi momenti, scollegati, con un’ironia mancata, che spesso portano a chiedersi un sonoro “Perchè?!? Perché continuo a leggere?”.
Arrivata al 45% ho pensato che no, non potevo andare avanti, ma poi mi sono costretta a portare a termine la missione “donne coraggiose che leggono tutto fino alla fine”.
Se non altro per provare il sollievo, quella gioia sottile – ma pervasiva – di essere arrivata a leggere l’ultima parola.

Debbie

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15 thoughts on “Momenti di trascurabile felicità

    • Ti ringrazio per il suggerimento, lo aggiungerò alla lista! 😉 Ho visitato il tuo blog e penso che ci tornerò, davvero apprezzabile l’obiettivo di far conoscere libri e film che non tutti conoscono ma che sicuramente meritano!

  1. ahhahaah mi hai fatto morire dal ridere! da dove comincio? bhe intanto grazie della fiducia! sono felice quindi che tutto sommato non ti sia piaciuto e anche tu l’abbia trovato noioso!! pensa se invece ti fosse piaciuto…… ahhahah non mi avresti mai più dato retta!!! Complimenti sinceri per la tua recensione splendida! sei stata più lunga e approfondita tu del libro stesso! e questo vuole essere un complimento eh!!! scrivi benissimo…. mi hai quasi fatto venire voglia di rileggerlo ahahhahahahh

    • Ahah ora sei tu a farmi ridere! Sono contenta che ci sia della sintonia, non capita così spesso, dopotutto! Sono contenta che tu abbia gradito la mia recensione e ti ringrazio infinitamente per i complimenti! 🙂 PS. Il mio consiglio è di non rileggerlo…già ti ha fatto senso la prima volta, una seconda potrebbe mandarti fuori dai gangheri! 😛 Un bacione buon inizio settimana!!!

      • Ahahahahah! Andiamo bene…so che le mie recensioni acide forse vanno per la maggiore, perché quando sono innamorata di un libro di solito sono troppo mielosa! Ma ti prego, risparmiami!!!! Adesso però sono curiosa 😀 che libro sarebbe? ahahahah

      • http://www.amazon.it/mio-nome-nessuno-Global-Novel/dp/880617326X/ref=sr_1_7?ie=UTF8&qid=1422265104&sr=8-7&keywords=il+mio+nome+%C3%A8+nessuno
        eccolo qui!!!! allora ti dico che io, trovo nella lettura un piacere e un momento di stacco… quindi quello che leggo mi deve coinvolgere… se non lo fa allora col cavolo che lo continuo…. lo abbandono… perchè leggere non è un lavoro, leggere deve essere un piacere e non uno sforzo, quindi io sono una che non si fa problemi a non finire un libro! Questo mi ha fatto talmente schifo ed è talmente senza senso e talmente brutto che ero coinvolta dalla lettura… ho dovuto finirlo xk dovevo capire fino a che punto fossero riusciti a spingersi!!!! una storia del cavolo, con un tentativo di filo logico, ma ogni capitolo scritto e inventato da un autore diverso, con uno stile tutto diverso… cioè guarda… non te lo so proprio spiegare!!! però ti prego… ti prego: QUESTO NO, QUESTO NON LO LEGGERE DAVVERO!

      • Sei stata così…come dire…convincente!!! Credo che almeno per ora non lo leggerò! E poi mal sopporto i libri i cui capitoli sono scritti da autori diversi…anche per l’università ho dovuto studiare manuali che non avevano alcun senso a volte, stili totalmente diversi per dire cose uguali conditi con fuffa o tutto fumo e niente arrosto…!!! Mi fido del tuo parere e continuo con la mia lista…che non ha una fine e puntualmente ne infilo qualche altro a tradimento! 😛

      • Sto leggendo “Non lasciarmi” di Kazuo Ishiguro…appena ho visto la trama è stato mio! Adoro le storie ambientate nei collegi, negli Istituti e via discorrendo (la risposta alla domanda è sì, devo avere avuto qualche trauma da bambina! :D)…e così insieme a quello ho anche comprato “Dio di Illusioni” di Donna Tartt, ne facevano un gran parlare, poi ho capito che era ambientato in un college….ciao proprio! 😛 e tu?

  2. sto leggendo “l’anno del demone” che è il secondo volume della trilogia di “le cronache delle spade di inazuma” di steve bain…. un thriller fantasy storico….in più è ambientato in giappone…. quindi lo sto amando! perchè sono i generi che più mi piacciono!!! date le 700 pagine e il poco tempo a disp ultimamente, mi sa che mi ci vorrà anche un bel pò a finirlo!

  3. Acuta recensione che ben ne bilancia un’altra, letta proprio oggi, da parte di un’altra lettrice, chiaramente diametralmente opposta… mi hai incuriosita, però ultimamente mi sono convertita alla categoria “non intendo soffrire nel portare a termine un libro ciofeca perché la vita è una sola”: chissà quale sarà l’epilogo della mia vicenda di lettrice compulsiva?
    Un caro saluto,
    Tatiana

    • Sorrido pensando che il mondo è bello perché è vario! Ora che hai due pareri opposti forse sarai curiosa di tirare le somme personalmente…il mio giudizio rimane comunque contestuale al periodo e all’umore che avevo nel leggere il libro…magari leggendolo in altro momento ne avrei apprezzato maggiormente le qualità! La tua filosofia mi ricorda Pennac e il suo appellarsi al diritto di non finire un libro! Ammetto che anche io la seguo, di tanto in tanto! Grazie per la visita e a presto! 🙂

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