E’ meglio Jeff

prova due

Carino 3

Recensisco oggi “E’ meglio Jeff” di Michela Compri, che apprendo essere mamma, moglie, e impiegata da 12 anni presso uno Studio Legale.
Ai ringraziamenti ho scoperto con mio sommo dispiacere che è un sequel…al che ho pensato “Nuooooo! Ora non leggerò mai il primo perché so già come va a finire!!” (sigh, sob!).
Il primo è intitolato “L’ultimo addio”, per chi, imparando dalla mia sbadataggine, vorrà andare con ordine!
Si tratta di una storia davvero strappalacrime! E’ uno dei generi più di moda recentemente e rispetta tutti e dico tutti i canoni dei New Adult! Tormenti, dolori, storie d’amore, addii, ricomparse, tormenti di nuovo, che ci stanno sempre bene, e infine….be’, infine…lo scoprirete da soli, ma se mai avete letto una storia New Adult, saprete già quanto vi serve sapere!
Purtroppo devo ammettere che si potrebbero fare due recensioni per questo libro: una per chi non ama questo genere e una per chi invece ci è finito dentro con le scarpe e tutto pur rammaricandosene (ma anche no) di tanto in tanto.
Tralascerò la prima, perché sarebbe una cosa del tipo “No, dai, sul serio hai letto questo…questo coso che non si può nemmeno definire libro? Sei proprio una bimbaminchia, cccèèèè….non c’è spessore culturale, cccèèè…non ti facevo così sciatta, sottosviluppata, incolta, ignorante, analfabeta e populista!!!” (a volte può cambiare l’ordine degli insulti o di parole qualsiasi usate, comunque, come insulti).
Per chi ama il genere è invece una storia ben sviluppata, esilarante, commovente, un po’ pazza, ai limiti del possibile e piena di equivoci, eventi, e soprattutto (spoilerino!!!!!!!) di addii. Alla faccia di quello che doveva essere l’ultimo addio del primo libro!
La metà dei personaggi sarebbero da rinchiudere in un reparto psichiatrico, anche se agiscono a fin di bene, ma poi uno si spiega anche perché la protagonista è così borderline!
Come dicevo prima, comunque, gli elementi ci sono tutti: traumi, violenza, dolore, pianti, coccole, uomini bellocci, amico gay, migliori amiche pazzoidi, amore impossibile, sindrome della crocerossina malcelata, scazzottate, parenti possessivi/invasivi/alcolizzati (a volte possono essere vivi altre volte morti)/fricchettoni/cannati/esilaranti, un altro pochino di traumi che non guasta mai.
Giuro che me lo sono letta in un pomeriggio perché quando prendi in mano un New Adult sei consapevole che andrai avanti fino alla fine, per arrivare lì, proprio in quel punto (alla fine insomma…) che chi legge New Adult sa qual è. Per gli altri, se ho stimolato la vostra curiosità, non rimane altro che andare a leggere per capire cosa intendo!
Io non vi so dire perché, eppure sono una dottoressa in psicologia, ma quando entri nel “maggico” mondo dei New Adult, non importa che tu ne legga 1, 10, 100, 1000…sai già come andranno a finire, ritrovi sempre gli stessi stereotipi, ma li leggi comunque! Anzi! Sviluppi una dipendenza, e vai a far razzie di New Adult e alla fine, da esperito lettore di N.A. che sei, diventi anche in grado di fare una sorta di classifica delle autrici!
Al primo posto io metto ad esempio la Sorensen, e poi Jamie McGuire, a seguire J.Lynn, Abbi Glines, Kirsty Moseley….insomma taglio corto se no diventa lunga la lista!
Un difetto l’ho notato però anche in questo romanzo…una specie di impronta “stilistica” che ogni volta di più mi mandava al manicomio. Lo squilibrio tra dialoghi e narrazione, che propende per una tendenza molto massiccia al dialogo, e soprattutto quella frase perennemente seguita da punto esclamativo dopo ogni fine di dialogo per sottolineare che cambiava la scena.
Nervosismo allo stato puro, ma del resto quando non c’è un lavoro editoriale professionale, come nel caso delle auto-pubblicazioni, è più difficile avere un prodotto rifinito, come per esempio un controllo ortografico decente, che anche in questo caso, soprattutto verso la fine, risultava a tratti fastidioso…soprattutto quando leggi cose tipo “incinta” invece di “intanto”. Ma vabbé. Oggi mi sento buona e la finisco qui!
Nel complesso una storia che avvince, appassiona, ma che non può essere certamente paragonata ad opere letterarie più complesse e strutturate, cosa che i consapevoli cultori del genere che però spaziano molto in letteratura sapranno bene.
Un ultima nota positiva, per la serie #oggisonobuona, devo notare che solitamente sono un po’ prevenuta nei confronti delle autrici italiane che scrivono romanzi rosa e soprattutto New Adult, perché soprattutto il N.A. è ambientato in America, e non sempre è facile rendere credibile una cultura che si conosce solo dalla lettura di altri libri o dai film…l’unico scivolone è stato sul piatto tipico cucinato dalla protagonista: la “parmigiana di melanzane”! Oddio. Va bene Little Italy…ma comunque mi ha fatto sorridere…! Quindi se non consideriamo l’aspetto culinario, direi che c’è stato impegno a descrivere una realtà differente da quella italiana, poi magari la Compri è stata negli U.S.A. un trilione di volte e ha mangiato la parmigiana, non saprei, fa comunque un po’ strano! [Doveva essere un complimento ma è sgusciata fuori una critica…sono un caso clinico!!]
E’ dunque giunta l’ora che io mi ritiri, pertanto andate, diffondete il virus del New Adult e moltiplicatevi! Vi godrete qualche ora di relax e se siete particolarmente sensibili anche un paio di lacrimucce!

Sempre vostra,
Debbie

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