La settima onda

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Ho “lui”, il tuo punto di contatto al centro del palmo della mia mano. Avvolge tutti i ricordi e i desideri.

Oggi ho deciso di essere grafomane, pertanto rieccomi alle prese con “Il-caro-Daniel”, alias Daniel Glattauer, ovviamente mi prendo certe confidenze solo perché mi sono da poco innamorata di come scrive! Non potevo non tornare perché ho passato momenti di nuovo indimenticabili, di nuovo con Leo Leike ed Emmi Rothner.
Questo è il seguito che fa onore al primo libro, la degna conclusione di una storia che mi ha rubato il cuore. Lo stile di Glattauer è qualcosa per me di nuovo, di fresco, di audace, di incisivo. Lo leggi e ti entra sotto la pelle, fino a sprofondare dentro di te e riempire quei vuoti di parole che aspettavi dai tempi dei tempi.
E’ umoristico, sagace, furbo, intelligente. I suoi personaggi sono così veri che emergono dalle pagine d’inchiostro e sono lì, li puoi vedere, li puoi respirare, li puoi quasi toccare. Lo vorresti fare.
Questo è uno dei punti forti della scrittura asciutta dell’autore, ogni volta che scrive non ti sta raccontando una storia, ma ti fa vivere una storia.
Per un po’ sei come Emmi, poi ti senti Leo e infine ti immedesimi con “Pam”, con Bernhard e con gli altri personaggi…in fondo tutti alla ricerca di qualcosa che sembra impossibile ma che desiderano con tutta l’anima. Più volte ti siedi a quel tavolo al caffè Huber, fai gesti nervosi, rivivi come in un sogno gli sguardi, le speranze, le lacrime, le notti insonni e alcoliche che sanno di vino e di whisky.
Il personaggio di Leo è così cerebrale e assoluto che non può che rappresentare l’ideale d’amore! E ti fa tremare il cuore, ribollire il sangue, ti fa anche piangere.
Poi c’è Emmi, la cara Emmi. E’ un personaggio tenace, dolce, determinato, consapevole, autentico, coraggioso. Se la guardi con gli occhi di Leo puoi solo amarla.
Questa è una storia che esiste ben oltre la sua trama, ben oltre le recensioni e la copertina accattivante. Questa storia è un’esperienza sensoriale, emotiva. Un viaggio che ti cambia la vita perché ti entra nelle viscere, le strizza come uno strofinaccio bagnato e poi si allontana come un treno che fa solo poche fermate.
E in un modo che non si può descrivere, anche se solo impercettibilmente, dopo la lettura non sei più tu, perché porti con te qualcosa di quei due, di Leo ed Emmi. E non puoi più separartene.

Debbie

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