Le correzioni

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Meraviglioso 5

Negli ultimi anni, per studio e per diletto ho letto molti libri, ma questo, dal 2010 a oggi, rimane uno di quelli che porto nel cuore.
Cinquecentonovantanove pagine di distillato di talento americano, che rimangono in testa nonostante il passare del tempo e la difficoltà ad entrare nel meccanismo di questa letteratura, così descrittiva e particolareggiata, molto impegnativa per certi versi.
Ma l’impegno è proporzionale alla soddisfazione di farsi toccare nel profondo dei sentimenti da una storia americana di una famiglia normale, come tante altre famiglie.
Perché il bello della famiglia Lambert è che non ha nulla di così diverso da un’altra qualsiasi famiglia, nata dall’unione di Enid, moglie e madre molto tradizionale ed Alfred, padre e marito altrettanto tradizionale, con tre figli che ormai cresciuti hanno intrapreso strade diverse e si barcamenano con le loro vite normali.
So che probabilmente usare il termine “normale” non è abbastanza accattivante, ma dal mio punto di vista, la normalità non è altro che la vita di tutti noi, esseri umani che vivono nelle convenzioni di una società che si aspetta da noi che rientriamo semplicemente nei suoi canoni, persone che trascorrono le loro esistenze alla ricerca di emozioni, che cercano di “sistemarsi”, che amano mogli e mariti, compagni e compagne e – se ne hanno – amano i figli; persone che spesso portano avanti le loro giornate nonostante le frustrazioni, i dolori, le parole non dette, i sentimenti celati, i problemi quotidiani.
Quando dico “normale” dunque, intendo anche “speciale”, ritenendo tale la vita di ogni individuo, che giorno per giorno lotta per le piccole vittorie, per tenere in piedi quelle poche cose che ha costruito con passione, sacrificio e amore.
In questo caso la famiglia è quell’alcova di frustrazioni, giorni trascinati, ricordi accumulati, speranze che i protagonisti tengono in piedi nonostante la stanchezza e le convenzioni sociali; è l’istituzione in cui si osservano le dinamiche relazionali, con tutte le loro imperfezioni e i loro paradossi.

“Che cosa pensare di Al Lambert? C’erano le cose da vecchio che diceva di se stesso e c’erano le sue sembianze da giovane. Enid scelse di credere alla promessa dell’apparenza. Da allora per lei vivere significò aspettare che Alfred cambiasse personalità.”

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“Enid provava un gusto quasi erotico nel far punire il figlio intrattabile dal marito. Nel tenersi innocentemente in disparte mentre il bambino soffriva per averla ferita. Le cose che si scoprivano su se stessi allevando i figli non erano sempre piacevoli o allettanti.”

Ma la cosa che più di tutte colpisce è indubbiamente lo stile di scrittura di Franzen: dettagliato fin nei particolari più strani, è in grado di descrivere ogni cosa come se fosse un’istantanea.
Il risultato è una lettura che ha il privilegio di scorrerti davanti agli occhi come la pellicola di un film.
Una storia sfaccettata e complessa, che può lasciare perplessi, sbalorditi, talvolta sconvolti o contrariati, in alcune occasioni anche piacevolmente sorpresi dalla genialità di alcuni passaggi narrativi.
Particolare interessante sono le inserzioni grafiche nel testo, come se le parole non fossero sufficienti a descrivere in modo adeguato quello che lo scrittore intende. Ve ne sono solo due, ma sorprendono quando le si incontra, dato che solitamente non ci si aspetta di trovare immagini che fanno così parte del testo! Non sono infatti propriamente delle illustrazioni, come per esempio accade nei libri per bambini, ma delle vere e proprie immagini che spiegano meglio cosa i personaggi vedono o pensano.
2Sì, ammetto che la qualità dell’immagine qui sopra è pessima…ma per rendere l’idea spero sia sufficiente! 🙂
Non mancano però anche elenchi, citazioni da Schopenhauer, e-mail riportate nel testo, che risulta così essere complesso e vario, facendo ricorso a tutto ciò che è possibile inserire su carta stampata per dare una maggiore precisione alle vicende narrate.
“Le correzioni” parla di una storia che molti potrebbero trovare difficile e piena di dettagli talvolta eccessivi, ma che ci dà non solo una fotografia, ma l’intero album di una famiglia, dagli esordi ad oggi, evidenziando le contraddizioni e i paradossi mentali e comportamentali dei suoi protagonisti, che, come talvolta accade a tutti noi, cercano di barcamenarsi nella propria esistenza cercando di rimanere appigliati ai propri principi, barricandosi dietro false scuse, ostentando comportamenti che stonano con le proprie emozioni più profonde.

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11 thoughts on “Le correzioni

  1. Che brava che sei Debbie, quando leggo i tuoi ‘racconti’ più che recensioni, rimango sempre meravigliata della tua obiettività e competenza. Complimenti veramente. Grazie

  2. Non conosco Franzen ma con questo tua recensione narrata mi è venuta voglia di leggerlo.
    La normalità è la cosa più difficile da vivere e gestire, è bello quando ci sono scrittori che esplorano situazioni che molti non osano raccontare.

    Se ti va di dare un occhio al mio ultimo post, ti ho taggato per il Liebster Award 🙂
    Non so se tu l’abbia già fatto, ma spero non ti dispiaccia!
    Se vorrai partecipare sarà bello leggerti.

    https://vdrhomedesign.wordpress.com/2015/03/03/liebster-award/

  3. E insomma… questo libro non l’ho letto… e mi è basta la copertina per capire che non lo leggerò mai… ti spiego: quando ero piccoletta e facilmente suggestionabile… ( lo sono pure ora, ma tu mantieni il segreto ok?) ho visto il film tratto da questo libro…. e sono rimasta TRAUMATIZZATA… me lo ricordo benissimo quel bambino che è in copertina… e una tizia lo ha punito perchè poverino aveva vomitato… non sto qui ha scrivere quale fosse la punizione perchè mi vengono i brividi solo a pensarci! ma se hai capito di quale scena si tratta (in realtà sono convinta che i bambini fossero due) allora puoi confermarmi che stiamo parlando dello stesos libro/film! :))) no no non potrei leggerlo.. non reggo certe scene! nu nu! 🙂

    • Uhm…sono quasi certa che la foto del bambino non abbia molto a che fare con il libro, in cui ti assicuro, escludendo momenti di sbigottimento ma molto nella norma, non accade molto di sconvolgente, se non il fatto che la vita va avanti con i suoi alti e bassi nella sua mediocre mediocrità. Sei certa che il film sia tratto dal libro? Perchè il libro è stato pubblicato in lingua originale nel 2001. Credo che la foto sia stata scelta perchè rimanda alle regole (ormai un po’ vintage) che imponevano una rigidità comportamentale ben diversa da quella che si intende oggi, più di forma che di sostanza, insomma. I figli in questo libro sono 3. Ora vorrei tantissimo sapere che film era!

      • porca paletta… dici che hanno rubato l’immagine del film? potrebbe essere… considerando che tante volte una sola immagina viene usata per le copertine di più libri diversi, figurati se non fanno pure questo!!!! io il titolo non me lo ricordo… ma quel bambino è indelebile nella mia mente… haha! o vuoi che mi sbaglio anche sulla faccia del bambino??? ummm.. ora salgono i dubbi… cmq.. te lo dico? te lo dico… preparati: quei due bambini sono stati costretti a mangiare il loro stesso ..vomitino..! ecco detto! brividi! ora come facciamo a trovare il titolo di quel film???

      • Possono averlo fatto…ho fatto una rapida ricerca e sono riuscita a trovare solo questo…ma non dice se è tratto da un film –> [http://en.wikipedia.org/wiki/File:Thecorrectionscvr.jpg] Cercando su google ho trovato solo una notizia che riporta di una madre che ha ucciso il figlio in questo modo….!!! Peggio del film, insomma! Se ricordi altri dettagli della trama dimmi che cerchiamo…la curiosità è una brutta bestia!!! 😛

      • ummm negli anni mi sono portata dietro il ricordo di quell’unica scena… non mi ricordo altro… direi un’ambientazione anni 50/60 forse… mi ricordo i due bimbi seduti al tavolo che poveracci avevano rigurgitato sul piatto e questa tizia che non ricordo se era la governante o la madre o chi per loro li avevi costretti a rimagnarselo! ora faccio una ricerchina pure io! sta stronza che ha ammazzato il figlio andrebbe messa al rogo.

      • Sinceramente non saprei nemmeno cosa cercare, ma se ti viene in mente altro fammi sapere! Comunque la gente è proprio fuori di testa…negli anni ’50 come oggi, se non peggio! :/

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