La ragazza gigante della contea di Aberdeen

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Meraviglioso 5

Di ritorno dalle “vacanze” di Pasqua (uova di cioccolata comprese) ecco finalmente una recensione a tema!
Scherzi a parte, questo libro edito da Zero91 e scritto da Tiffany Baker, è un gran buon libro, come non me ne capitavano da diverso tempo.
Il prezzo del volume cartaceo lascia alquanto desiderare, ma credo che tutto sommato questa storia sia di valore.
In primis perchè si tratta di una storia di riscatto morale, di crescita, di accettazione in senso ampio.
Devo poi ammettere che le vicende che ci racconta la protagonista Truly sono qualcosa di speciale. Il modo in cui ce le racconta, inoltre, supera di gran lunga le aspettative.
La pacatezza dei pensieri, la descrizione dei sentimenti, anche quelli più oscuri dell’animo umano, prendono qui le fattezze di un ricamo ben fatto, inevitabile, intrinseco alla natura umana.
La vita e la morte viaggiano a braccetto su questo palcoscenico, un villaggio abitato da persone che si conoscono l’una con l’altra, mosse in modo esemplare sulla scena e caratterizzate da grande umanità, anche quando con umanità intendiamo invidie, meschinità, ipocrisie, falsità, violenze, arroganza.
Perchè gli esseri umani, quelli veri, sono fatti anche di questo. Ma poi compare Truly, una bambina che fin dalla nascita ha marchiata una colpa che non si può nascondere, perchè Truly ha una corporatura da “gigante”.
E’ grande il doppio di tutti i bambini del villaggio, è grossa, è abnorme. E dunque è brutta. Ma soprattutto, è diversa.
Convivere con questo marchio può essere molto doloroso. Il male minore è l’emarginazione.
La cosa peggiore però è quella di dover accettare di non valere abbastanza, di non meritare nulla, di essere diversa e quindi di non avere diritto all’amore, all’amicizia, nè ad esprimere i propri pensieri.
Accade così che la comunià si fa carico di Truly, non importa il modo in cui lo fa, e decide per lei, anche senza rispetto delle sue volontà, aspettandosi inoltre una gratitudine incondizionata.
Ma Truly non è solo deformità e abbondanza, lei ha un dono. Dal mio punto di vista ne ha più di uno in realtà, ma c’è quel dono. L’unico in grado di farla riscattare e di permetterle la dignità e il rispetto della comunità.
A scuola mi hanno sempre insegnato che non si dovrebbero usare aggettivi come buono, cattivo, bello o brutto. Che sono banali. Ma al diavolo la banalità, questa storia è davvero bella!
Ma se qualcuna delle mie maestre dovesse mai leggere, per evitare di dar loro un dispiacere specifico meglio cosa significa per me bella: significa che ti fa sognare fino alla fine, che ti fa piangere perchè nell’umanità c’è molta miseria intellettuale, ti fa sorridere perchè anche quando le difficoltà sono insormontabili dentro alle persone c’è una forza magica che sa farle reagire e lottare per avere la meglio.
Significa anche che è una storia scritta bene, pensata bene, che ci dona dei personaggi meravigliosi, insostituibili, complessi, veri.
Quindi, se vi capita, leggetelo e passate qualche ora con Truly, che vi insegnerà (o vi farà ricordare) tantissime cose sulla natura umana e sul dolore e sulla gioia di poter esistere come tutti in questa vita che ci dà e ci toglie a suo piacimento anche le cose più care, ma che sa anche mettere sulla nostra strada qualcosa per cui valga la pena lottare, come l’amore, ad esempio.

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28 thoughts on “La ragazza gigante della contea di Aberdeen

  1. Si può non leggere un libro che ti è stato presentato con tanto amore??? si sente proprio che ti è piaciuto! 🙂 considerando che siamo sorelle separate alla nascita… dovrebbe piacere molto anche a me!!! :)) :**

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