Dio di illusioni

donnatartt

Meraviglioso 5

Eccomi nuovamente tra voi, finalmente con una nuova recensione che non vedevo l’ora di fare! Si tratta del libro d’esordio di Donna Tartt, intitolato “Dio di illusioni”.
Come avrete notato dalla votazione a cuoricini, ho assegnato il massimo a questo romanzo. Non lo faccio spesso, non mi piace sbilanciarmi in un senso o nell’altro, ma questa volta ho dovuto farlo! “Dio di illusioni” infatti è riuscito, nonostante le sue 622 pagine, a tenermi incollata fino all’ultima riga!
Ho letto solamente questo libro dell’autrice e girovagando sul web ho rilevato in alcune recensioni diverse critiche rispetto all’eccessiva lunghezza descrittiva che caratterizza le sue opere.
In tutta onestà, devo dire che nonostante le numerosi parti descrittive, nessuna di queste è stata mai pesante, almeno per quanto mi riguarda. Eppure a volte mi faccio scoraggiare dai tomi troppo voluminosi. E lo ammetto, sono solita sbuffare quando un autore entra in parentesi descrittive ammorbanti.
Ma questo non è stato affatto uno di quei casi. La storia è avvincente, l’ambientazione magnifica – ho adorato lo svolgersi della storia tra il college e le varie abitazioni dei protagonisti, studenti molto particolari in quanto devoti alle materie classiche e allievi di un unico insegnante, un umanista indubbiamente ricco di fascino – ma anche parecchio eccentrico.
Vorrei soffermarmi su quelli che ritengo essere i punti di forza di questo romanzo: il primo che voglio citare è proprio la lunghezza, perché se per alcuni può sembrare più un difetto, per come la penso io è in realtà un grande pregio. Sta infatti nella bravura dell’autrice donare a noi lettori un’opera che si basa su pochi fatti principali ma estesi e raccontati in maniera esaustiva, profonda, con molti richiami classici come abili decorazioni che abbelliscono il tutto.

“Ma pensa davvero che si possa chiamare scienza la psicologia?”
“Certamente. Cos’altro è?”
“Ma anche Platone sapeva che classe e condizione e via dicendo hanno un effetto inalterabile sull’individuo. A me pare che la psicologia altro non sia che una diversa parola per ciò che gli antichi chiamavano Fato.”
“Psicologia è una parola terribile.”
Annuì con forza. “Sì, è terribile, non è vero?”

Altro punto non da poco è il genere di appartenenza di questo romanzo: essendo un incrocio tra un thriller psicologico e un romanzo di formazione, riassume in sé alcune delle caratteristiche che più amo in un romanzo, ossia la caratterizzazione psicologica dei personaggi e non ultimo il loro percorso di crescita e maturazione.
Ci troviamo a leggere di giovani poco più che adolescenti, ai primi anni del college. Alcuni ricchi e viziati, altri squattrinati e soli, tutti però alla ricerca della loro strada, guidati da un professore di greco che rappresenta per loro un mentore illuminato e che trasmette loro nozioni e valori di civiltà antiche.
Il loro mondo è quasi parallelo a quello degli altri studenti loro coetanei, più devoti ai party universitari che ad Omero e alle scritture in greco antico.
Sono giovani pieni di sogni e appunto di illusioni, che trovano ispirazione dai loro studi dedicandosi a riti dionisiaci e ad ogni altra sorta di eccesso, alla ricerca di qualcosa che non sanno cosa sia di preciso, ma che ha i contorni affascinanti del divino.
Entrano così in una spirale dalla quale non potranno uscire completamente indenni, perché saranno costretti ad affrontare le conseguenze delle proprie azioni.

“La morte è la madre della bellezza” disse Henry.
“E cos’è la bellezza?”
“Terrore.”
“Ben detto!” esclamò Julian. “La bellezza è raramente dolce o consolatoria. Quasi l’opposto. La vera bellezza è sempre un po’ inquietante.”

Per quanto riguarda i miei gusti personali, sono stata letteralmente rapita, ancor prima della lettura, dal genere, dall’ambientazione ancora di più e anche dalla copertina, che adoro. Non ultimo l’edizione in brossura della Bur rizzoli è morbidissima e al tatto è spettacolare, è stato un vero gusto portarmi ovunque questo libro cicciotto per due intere settimane e devo dire che sono estremamente felice di possederne la versione cartacea, cosa che da quando mi hanno regalato il Kindle capita più raramente.
Dalla lettura ho invece apprezzato la descrizione dei protagonisti, caratterizzati impeccabilmente, a tal punto che mi pare di conoscerli da una vita. Persino i luoghi erano descritti così bene che è come se ci fossi stata: il bosco, il college, la casa in campagna della zia di Francis, l’appartamento dei gemelli…tutti luoghi con una loro identità, in grado di accogliere i sentimenti dei personaggi e restituire al lettore un insieme di emozioni, difficile da descrivere per la sua complessità e pienezza. Verso la fine della lettura si entra talmente nella storia, che è possibile percepire ogni cosa: i colori, i profumi, addirittura la tensione poco prima di un evento.
Tutto questo non può che essere merito di un’autrice estremamente competente, che a soli 28 anni è stata capace di trasmettere tutto questo ad un vastissimo pubblico e che ha ottenuto il successo internazionale.
E ora ho così tanta voglia di leggere anche “Il cardellino” di cui tanto si è parlato ultimamente…! Anche se forse farò una pausa con letture più veloci, prima di mettermi a sfogliare le sue 892 pagine!!! 😀

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8 thoughts on “Dio di illusioni

  1. no il cardellino subito di botta non lo leggere… che poi ci rimani male… sempre cosi quando ti piace un libro…. se poi ne leggi un altro dello stesso autore hai ancora troppo il ricordo dell’altro letto. Si capisce quello che ho scritto? haha no perchè non sto tanto bene e sto confusa! :))) ma perchè mentre ti leggevo continuavo a pensare all’attimo fuggente? 🙂 vorrei leggerlo ma nn so…

  2. Ho letto Il cardellino un paio di mesi fa e mi è piaciuto abbastanza da avere curiosità per Dio di illusioni, ma poi mi sono lasciata scoraggiare dalle troppe pagine. La tua recensione entusiastica però mi ha fatto tornare la voglia di affrontare il tomo.

    • Ne sono contenta, spero che ti piacerà! Comunque ti capisco, a volte le troppe pagine scoraggiano, ma ti assicuro che questo è scorrevolissimo! 🙂

  3. Mi unisco al coro, new entry!!! Anche a me Dio di illusioni è piaciuto da morire, sinceramente anche più de Il cardellino, ma forse perchè l’ho letto per primo.

    • Infatti io sull’onda dell’entusiasmo volevo leggerlo, ma poi ho pensato che è meglio far passare del tempo…!!! 😉 Benvenuta e passo subito da te per conoscerti un po’ meglio!!! Buon weekend!

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