La fragile costellazione della vita

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“La fragile costellazione della vita”, edito da Piemme nel 2014, è il romanzo d’esordio di Anthony Marra, uno scrittore senza dubbio molto promettente, vincitore di alcuni premi per i suoi racconti e ora insegnante alla Stanford University.
La storia è ambientata in Cecenia nel pieno della guerra, con il suo enorme e difficilissimo carico di sofferenze. La vicenda si condensa in pochi intensi giorni, durante i quali un medico di campagna (intimamente votato all’arte) di nome Achmed porta in salvo una bambina (Havaa) dopo che i soldati russi hanno arrestato il padre e dato fuoco alla loro casa. Quello che l’uomo cerca di fare è di salvarle la vita nascondendola in un ospedale gestito da Sonja, una dottoressa che la guerra ha reso dura e cinica, ma che nonostante tutto acconsente a tenere con sé la bambina.
Questa vicenda principale si intreccia con le vite dei vari personaggi, che a causa della guerra devono scendere a compromessi con un’esistenza misera, abbruttita dalle crudeltà del conflitto bellico, dalla povertà e dal dolore causato dal vuoto delle perdite che inevitabilmente la guerra introduce spietata nelle loro esistenze.
Nonostante questo pesante e doloroso background, il romanzo traccia una sorta di percorso verso una possibile rinascita, una luce flebile che a malapena sembra scorgersi dal nero del turbamento che permea le vicende e i pensieri dei protagonisti.
La scrittura di Marra non lascia molto all’immaginazione, il linguaggio è perfettamente in linea con la situazione narrata. Alcuni passaggi sono infatti molto duri e difficili anche per il lettore, che si immedesima (in alcuni casi con una percepibile fatica emotiva) in un contesto difficile anche solo da immaginare.
Non è certamente una lettura distensiva, ma rimane un’opera prima di rilievo, che merita di essere conosciuta e che rappresenta un ottimo biglietto da visita per un autore che esordisce a soli 28 anni con un testo così impegnativo sotto diversi punti di vista.
L’aspetto che più di tutti ritengo rilevante è proprio quella capacità umana, ogni volta sorprendente, di resilienza.
Anche l’esperienza più dura e annichilente può diventare un punto di partenza per costruire qualcosa di nuovo che con il tempo sarà in grado di lenire, almeno in parte, anche il dolore più atroce.

 

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5 thoughts on “La fragile costellazione della vita

  1. La recensione, molto chiara ed esaustiva, genera curiosità specie quando sottolinea la rinascita che può generare il dolore. Un evento di fronte al quale, a diversi livelli di gravità, ci troviamo un po’ tutti, un giorno o l’altro. Grazie, probabilmente lo leggerò. Ciao, Piero 🙂

    • Hai pienamente ragione, il dolore è riservato, anche se in misure diverse, a tutti noi. Sono contenta che ti sia piaciuta la recensione, se lo leggi fammi sapere cosa ne pensi! 😉 Anche io ho letto il tuo pezzo sull’amore questa mattina e devo dire che mi ha colpita molto, nonostante sia colmo di nostalgia mi ha trasmesso quanto la forza dell’amore sia potente e duratura…Buona giornata! 😉

      • L’amore, a mio avviso è eterno. Una volta che l’hai provato, puoi “dimenticarlo”, riporlo nei cassetti dell’oblio, ma rimarrà per sempre nella tua storia. 🙂 Grazie infinite e buona giornata a te! 🙂

  2. Questo libro lo ho amato xk lo abbiamo letto insieme! Ora attendo il momento di “la prossima volta”. O ti sei dimenticata e lo hai iniziato senza di me? 😉

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